L'autrice parte da una conoscenza intima e personale delle sofferenze che i nativi del territorio canadese hanno subito in nome dell'assimilazione alla cultura degli invasori europei. Separazione forzate dalle famiglie, scuole-prigioni per i giovani nativi, esclusione dal mondo del lavoro, dai servizi sociali e sanitari, che risultano in famiglie distrutte, tasso elevato di abuso di sostanze, tasso elevato di suicidi, attesa di vita più breve della media. Mettendo assieme dati statistici e storie di persone e famiglie, l'autrice riesce a mostrare similitudini con quello che è accadato e ancora accade ad altri nativi, in Australia, Brasile e Norvegia. Storie tragiche di esclusione che mostrano l'urgenza di comprendere la complessità del mondo, anziché imporre la visione del più forte.
The author draws on intimate and personal knowledge of the suffering that Indigenous people in Canada have endured in the name of assimilation into the culture of the European invaders. Forced separation from families, prison-like schools for Indigenous youth, exclusion from the workforce, social services, and healthcare, resulting in broken families, high rates of substance abuse, high suicide rates, and shorter-than-average life expectancy. By bringing together statistical data and the stories of individuals and families, the author highlights similarities with what has happened and is still happening to other Indigenous people in Australia, Brazil, and Norway. These tragic stories of exclusion demonstrate the urgency of understanding the world's complexity, rather than imposing a vision from the top, with money and force.
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