Raccolta di editoriali scritti dal professor Magris per il Corriere della Sera, godibilissimi per lo stile asciutto, non sempre condivisibili per la nettezza delle opinioni che non sembrano lasciare adito a possibili discussioni, soprattutto quando si parla della morale cattolica, come della Morale. Nondimeno vale la pena leggerlo, non fosse altro per la seguente frase: "La nazione, la patria, l'identità, non sono un idolo immobile, nascono, vivono e si trasformano nel tempo: i popoli non sono eterni, come proclamava Stalin, ma passano come le foreste e gli dèi. Le patrie muoiono e rinascono; nel '43 è morta un'Italia e ne è nata un'altra, erede di tutta la sua storia. Oggi gli Stati nazionali, anche l'Italia sono destinati, pur tra tante difficoltà e resistenze, a integrarsi in una patria più grande, l'Europa - un'Europa federale, decentrata, tutelatrice delle singole peculiarità, ma unita. E' un processo travagliato ma liberatorio, che non cancella ma potenzia il patriottismo autentico; il federalismo, opposto a ogni rancoroso secessionismo, nasce per unire le compagini esistenti, non per disgregarle...". Illuminante per un tifoso del transnazionalismo, della cooperazione e delle interdipendenze fra localismi e globalismi come me.
A collection of articles written by professor Magris for the Corriere della Sera; greatly enjoyable for the lean and simple style, not always enjoyable for the sharpness of opinions that do not leave room for debate, especially when catholic moral principles are presented as the Principles. Nevertheless worth reading, if nothing else for the following sentence: "Nation, homeland and identity are not immovable idols, they are born, they live and transform over time: people are not eternal, unlike Stalin used to say, they fade away like forests and gods. Homelands die and are re-born; in 1943 an Italy died and another was born, inheriting all of its history. Today, Countries' destiny, also Italy's, is to integrate into a much larger motherland, Europe, despite difficulties and resistance. A federal Europe, decentralized, able to defend peculiarities, but united. It is a difficult process, but an enlightening one, that does not displace real patriotic feelings; federalism is the opposite of raucous secessionism and was born to unite existing components, not to dismantle them..." This is absolutely brilliant for a fan of trans-nationalism, cooperation and interdependencies between local and global, like I am.
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